Scopriamo le fantastiche coste sarde

Coste sarde ieri e oggi

I primi stanziamenti in Sardegna risalgono ad epoche molto lontane e riguardarono le coste dell'isola, che risultano essere maggiormente praticabili in confronto alle zone interne più difficili da praticare, a causa della presenza di inaccessibii boschi. I primi abitanti della Sardegna erano degli abili marinai dediti alla pesca. Dal 1800 a. c. l'area costierà incominciò a spopolarsi e questa tendenza si accrebbe nelle epoche successive. Nonostante siano numerosi i resti di nuraghi presso le coste, la civiltà nuragica era principalmente dedita all'agricoltura e alla pastorizia, per questo motivo erano le aree interne quelle più popolate, perchè erano più idonee a questi scopi. Dall'800 a.c. grazie alla sua posizione centrale nel Mar Mediterraneo, la Sardegna divenne una delle terre più deisiderate dalle popolazioni vicine, più battagliere ed economicamente potenti. Sia le coste che le zone più interne furono assalite dagli arabi, dai fenici, dai cartaginesi, dai romani e dai bizantini. La notevole lontananza dell'isola dalla terra d'origine causò dal IX° secolo la sottomissione ai Giudicati. L'isola fu divisa in quattro reami e i sardi divennero autonomi grazie all'intervento delle repubbliche marinare di Pisa e Genova. Successivamente arrivarono gli aragonesi, gli spagnoli e i piemontesi. Il regno di Sardegna fu il realizzatore dell'unificazione dell'Italia. Le zone costiere furono spesso assalite dai pirati, perciò furono costruite delle torri ancora oggi esistenti. Per queste ragioni i sardi sono stati sempre un popolo diffidente, anche se oggi le coste sarde sono divenute molto popolari e vengono riconosciute a livello internazionale tra le spiagge più incontaminate esistenti nel Mediterraneo, perciò vengono visitate ogni anno dai turisti provenienti da tutto il mondo.

Le coste sarde hanno un fascino indicibile

L'sola sarda ha una conformazione allungata, a sud ricordiamo il Golfo di Cagliari e il Golfo degli Angeli, mentre a Nord dobbiamo ricordare il Golfo dell'Asinara. Le coste scendono ripidamente verso il mare nella parte occidentale, mentre sul lato opposto si ci imbatte nei vasti faraglioni in corrispondenza del Golfo di Orosei. Il paesaggio sardo è molto mutevole si passa dalle rupi della penisola di Stintino, a cui seguono le scogliere a Sud di Alghero, con il Capo Caccia, la Punta Giglio e il Porto Conte, ai magnifici graniti lungo la costa della Gallura e a Nord di Nuoro, le ampie mura calcaree del Golfo di Orosei, che indicano il confine del Supramonte, le coste del Starrabus con i loro porfidi di colore rosso, le coste granitiche di Muravena e Villasimus, le coste vulcaniche di Villanova Monteleone, le spiagge calcaree di Sinis, la magnifica Costa Verde con le sue dune, l'arcipelago del Sulcis nella parte sud-ovest che si oppone a quello della Maddalena nella parte nord-est e per finire il Golfo degli Angeli nella parte Sud.

L'ambiente sardo è molto variegato sia per quanto riguada la flora che la fauna

Le coste sarde hanno una conformazione molto varia caratterizzata da faraglioni, golfi vasti e sabbiosi, piccole baie nascoste tra promontori e una flora molto varia. La macchia mediterranea è quella che prevale lungo le coste della Sardegna. Per quanto riguarda la fauna troviamo un po' dappertutto i gabbiani reali e meno frequentemente i gabbiani corsi, più in alto mare vivono le berte, mentre nelle aree di scogliera troviamo i marangoni dal ciuffo. Fra gli uccelli rapaci ricordiamo: il falco pellegrino, l'aquila reale, il falco della regina e il falco pescatore. L'isola è abitata anche dai bellissimi fenicotteri rosa che vivono principalmente nella parte ovest e sud dell'isola, come pure dalle foche monache, di cui rimangono gli ultimi esemplari, sempre più rari. I fondali sardi sono molto pescosi e in tutta la zona costiera troviamo specie come: saraghi, pagelli, occhiate e spigole e lungo le scogliere anche murene e cernie. Per finire ricordiamo la presenza delle aragoste lungo le spiagge di Alghero, Carloforte e Santa Teresa di Gallura e dei tonni, di cui è vietata la pesca.