Le Alpi e il loro magnifico paesaggio

Il paesaggio alpino

Le Alpi sono il prodotto dell'orogenesi terziaria. Il paesaggio alpino si propaga dalla Liguria sino alle Dinaridi. La zona occidentale è più piccola e comprende le catene montuose di origine cristallina paleozoica (Monte Bianco, Argentera, Gottardo), che sovrastano ogni altra catena montuosa europea. Nella parte centrale alle vette cristalline (Monte Rosa, Adamello, Bernina, Cervino) si susseguono due strisce laterali di roccia calcarea. La striscia più interna parte dalla Valsesia e genera le Prealpi (Giulie, Lombarde, venete, Carniche). Queste ultime si estendono nel complesso alpino insieme alle Dolomiti, generando le Alpi meridionali. Le Alpi sono caratterizzate da una evidente sproporzione, con la parte italiana meno estesa e più scoscesa. Le vette sono così ripide da non riuscire a contenere i ghiacciai. Inoltre, il paesaggio alpino è contraddistinto da strapiombi verticali, sormontati da vette aguzze o arrotondate da cui è possibile ammirare un panorama mozzafiato.

Alcune zone sono dominate da rocce sedimentarie calcaree.

In queste aree prevalgono rocche, torri e fortezze, come avviene nelle Dolomiti. Nelle Alpi Liguri e nella zona orientale (Carso, Prealpi Giulie) il calcare ha generato il carsismo, con la costituzione di un aspetto accidentato, in cui risalta la nuda roccia, mentre le acque sono andate più giù formando delle magnifiche grotte sottoterra. Dove l'altezza è maggiore predominano i ghiacciai, che sul versante italiano sono più di mille. I più grandi sono: il ghiacciaio del Lys nel Monte Rosa, il ghiacciaio del Miage nel Monte Bianco, Il ghiacciaio dei Forni nell'Ortles e della Marmolada nelle Dolomiti. Le nevi perenni si trovano oltre i 2800 metri. I ghiacciai presentano dove si originano delle particolari morene arcuate. Il paesaggio glaciale è caratterizzato da valli, circhi, morene e rocce nude. Il verde fa la sua apparizione più in basso, con la comparsa prima di cespugli e poi di veri e propri pascoli. Le valli scendendo presentano degli scalini rocciosi, che spingono le acque dei fiumi a saltare, formando delle splendide cascate.

I laghetti predominano nel versante alpino più alto.

I laghi sono attorniati solitamente da boschi di conifere, con i larici che si estendono più in alto. Quando le valli si sviluppano a causa dell'opera dei fiumi, predominano le latifoglie decidue, con faggi, castagni, querce e carpini. I versanti alpini sono molto instabili. Abbiamo le Alpi Liguri, Centrali e Carniche interessate da terremoti e frequenti piogge, dove le pareti più scoscese e la presenza di rocce con fratture generano frequenti frane. Le valli formano quando i fiumi confluiscono dei depositi sedimentari a forma di semicono, su cui sorgono dei centri abitati, che sono posizionati più in alto e quindi sono riparati dallo straripamento dell'acqua. Sotto i 1000 metri le condizioni climatiche più miti hanno favorito le coltivazioni. I depositi sedimentari a forma di cono caratterizzano anche la foce delle valli padane, anche se la maggior parte di queste valli sboccano con un avallamento, a volte persino al di sotto del livello del mare generando le conche prealpine, che hanno una conformazione infossata e allungata e che formano dei laghi (Idro, Como, Maggiore, Iseo, Garda). Queste valli sono state scavate dai ghiacciai e grazie al loro vasto patrimonio floristico e al loro clima mite, hanno costituito uno dei territori italiani più ammirati dai turisti.