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Pompei - il fast food degli antichi romani

Pompei - il fast food degli antichi romani
I recenti scavi effettuati nell'area archeologica di Pompei hanno portato alla luce un “termopolio” perfettamente conservato. Il termopolio era un luogo molto diffuso nel quale era possibile acquistare cibi pronti per il consumo. Era costituito da un locale, spesso di piccole dimensioni, con un bancone in muratura in cui erano incassate delle anfore di terracotta (“dolia”) contenenti vivande. Aveva probabilmente una funzione simile ai moderni fast food o di cibo di strada. Era infatti abitudine dei pompeiani consumare fuori casa cibi e bevande. Il bancone ritrovato è, unico caso tra quelli di Pompei, interamente dipinto. In particolare, vi è l'immagine di una ninfa marina a cavallo e scene di nature morte, con rappresentazioni di animali, probabilmente macellati e venduti nel locale. I termopoli erano molto diffusi nel mondo romano e a Pompei ne sono stati ritrovati una ottantina, ma nessuno di questi ha il bancone interamente dipinto.
Pompei
Vista l'eccezionalità delle decorazioni e allo scopo di restituire il locale nella sua completezza, si è deciso di portare a termine lo scavo dell'intero ambiente. Nella piazzetta antistante il termopolio erano già venute alla luce in passato una cisterna, una fontana e una torre per la distribuzione dell'acqua.
Le decorazioni del bancone rappresentano l'immagine di una Nereide a cavallo in ambiente marino e altri animali, come le due anatre germane dipinte a testa in giù, un gallo e un cane al guinzaglio.
Anfore poste davanti al bancone e ritrovate al momento dello scavo, fungevano da probabile insegna commerciale.
Pompei
All'interno del termopolio sono state anche rinvenute ossa umane. Altri frammenti ossei, degli stessi animali destinati alla vendita, sono stati rinvenuti all'interno dei recipienti di terracotta. Questi resti saranno analizzati in laboratorio per capire cosa veniva venduto e quale era la dieta alimentare.
Inoltre nel locale sono state rinvenute anche nove anfore e altro materiale da dispensa e da trasporto. Il pavimento, poi, è costituito da uno strato di cocciopesto (frammenti in terracotta), in cui in alcuni punti sono stati inseriti frammenti di marmi policromi.
Pompei
Questo fast food ante litteram, ubicato nello slargo all’incrocio tra il vicolo delle Nozze d'argento e il vicolo dei Balconi, serviva quindi bevande e pasti caldi. Ciò che ha stupito di più gli archeologi è soprattutto il ritrovamento di tracce di cibo all'interno delle anfore di terracotta. Questa eccezionale scoperta consentirà di ampliare le conoscenze sulle abitudini alimentari in età romana. Ma cosa mangiavano esattamente gli abitanti di Pompei? Le pitture presenti nel locale rappresentano, almeno in parte, i cibi e le bevande effettivamente venduti all’interno del termopolio. Tra i dipinti del bancone sono raffigurate due anatre germane, e in effetti un frammento osseo di anatra è stato rinvenuto all’interno di uno dei contenitori, insieme a suino, ovini, pesci e lumache, testimoniando la grande varietà di prodotti utilizzati per la preparazione delle pietanze.
Pompei e Vesuvio
Pompei continuerà, con i suoi scavi, a sorprenderci ancora. Insieme alle sue immense meraviglie riemerge quella vita che non è stata del tutto spenta dalla terribile eruzione del 24 ottobre del 79 d.C., e che, a distanza di duemila anni, ci restituisce momenti di quotidiana convivialità, in una delle 80 tavole calde della città.

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